mercoledì 12 gennaio 2011

Mutui, in Italia costano di più

L'allarme parte dall'Ance, l'Associazione dei costruttori edili: in Italia i mutui sono più cari che nel resto d'Europa. La denuncia dell'Ance sottolinea come il principali problema sia rappresentato dalla differenza dei tassi. In Italia i livelli registrati sono notevolmente più alti rispetto a quelli praticati in moltissimi altri Paesi Europei, ad esclusione dei Paesi Bassi.
Secondo il rapporto steso dall'Ance, mentre in area euro lo scorso settembre il livello medio dei tassi sui mutui si attestava intorno al 3,74%, in Italia gli indici segnavano 4,1%: la differenza dello 0.36% di questo mese era già positiva se confrontata allo 0.69 di agosto.

Secondo uno studio dell'Ance, per un prestito immobiliare di 150 mila euro con durata di 25 anni, in Italia i consumatori affrontano costi più alti rispetto alla media europea per una spesa pari a 9 mila euro.
Le famiglie italiane che accendono un mutuo è come se 'pagassero per 12 mesi in più rispetto a quelle europee.' sottolineano dall'Associozione costruttori. Se si confrontano i dati al mese precedente, agosto, la situazione è tuttavia notevolmente migliorata: in piena estate la differenza toccava i 17 mila euro.

L'Ance, inoltre, evidenzia che le famiglie italiane, oltre a pagare rate di rimborso più care, corrono anche la percentuale maggiore di rischio: a fronte di un sostanziale aumento di richieste di mutui a tasso fisso e a tasso variabile con cap, le banche concentrano ancora le erogazioni, su prodotti a tasso variabile.

da http://www.mutui.com

Mutui casa, le spese accessorie

 

Tutti i contratti di mutuo casa prevedono una serie di spese accessorie da sommare al costo del finanziamento stesso: alcuni istituti propongono mutui a condizioni agevolate o condizioni promozionali con l'azzeramento di alcuni costi (che vengono sostenuti dall'istituto stesso) come ad esempio quelli per le spese di perizia o di istruttoria.

Le principali spese accessorie sono quelle relative all'imposta sostitutiva, spese notarili ed eventuali coperture assicurative, all' istruttoria e costi di perizia. Le spese per l'istruttoria possono variare dai 200 euro fino ai 4000 euro: la forbice è data principalmente dall' importo del mutuo richiesto, dato che i questi costi vengono calcolati attraverso un valore percentuale. Le spese di istruttoria rappresentano i costi che l'istituto affronta per la gestione delle pratiche e dei documenti necessari per il finanziamento immobiliare.

Con la perizia, invece, un tecnico accerta il valore immobiliare della casa e verifica eventuali abusi o problemi strutturali: il perito può essere incaricato sia dall'istituto oppure dal mutuatario ed i costi relativi oscillano tra i 100 e gli 800 euro.
Tra le spese da affrontare quando si accede ad un mutuo anche l' imposta sostitutiva , la tassa relativa alle imposte catastali, bollo, registri, ipotecaria; il valore varia sulla base dell'importo del mutuo ed è pari allo 0,25% per un mutuo casa con finalità abitativa. Le spese notarili, invece, sono i costi relativi alle parcelle dei notai e sono regolamentate da tariffari professionali.

da http://www.mutui.com

lunedì 10 gennaio 2011

Tasso fisso o variabile? La complessa situazione dei mutui…

 

Lo abbiamo ripetuto già diverse volte nel corso della scorsa settimana: i mutui stanno vivendo una situazione complessa attualmente, divisa tra tante offerte da parte dalle banche e tra i tassi, fisso e variabile, che si muovono in direzioni inverse e stuzzicano la 'fantasia' dei clienti.

Il primo, il tasso fisso, è cresciuto leggermente stando all'ultima analisi di mercato. Ma fa gola, perchè è sinonimo di sicurezza, di rate costanti durante tutto la durata del finanziamento, sino al rimborso.

Certo, il tasso del 4% attuale, poi, non può che rappresentare un incentivo in più verso la scelta di dormire sonni tranquilli. Ma il rubinetto potrebbe chiudersi a breve, nel giro di pochi mesi, e la situazione cambiare, diventando non proprio così vantaggiosa com'è attualmente.

Gli analisti dicono che gli indici Irs, così come anche l'Euribor, sono destinati a salire nei prossimi mesi, passando dal 3,20% attuale al 3,90% previsto già per la fine dell'anno in corso. Un mutuo ventennale di 100mila euro vedrebbe una rata di 618 attuali salire sino ai 638 tra un anno. Proiettando queste cifre sull'intero ammortamento la differenza sfiorerebbe i 4mila euro.

La situazione dei tassi variabili, invece, alletta i più temerari. Ad oggi l'Euribor a 3 mesi viaggia sotto l'1% e garantisce un risparmio record sulle rate mensili. Ma è destinato a salire, e per questo i consumatori dovrebbero valutare se saranno disposti o meno a pagare qualche euro in più, mese dopo mese, sino al 2014. In questo periodo, infatti, l'indice dovrebbe assestarsi attorno ai 4 punti percentuali.

Cosa scegliere?

La situazione è molto soggettiva. Ma una cosa è certa: chi è titolare di un mutuo già da diverso tempo, dovrebbe pensare di surrogare: trasferire il proprio finanziamento presso un'altra banca, per godere della positiva situazione – almeno dalla parte dei consumatori – che i tassi stanno vivendo.

La panoramica del mercato è però complessa da realizzare.

E il dubbio rimane irrisolto: fisso o variabile?

da www.ciakprestitiemutui.com

domenica 9 gennaio 2011

Mutui troppo cari in Italia, vero o falso?

0Share0L'ABI, Associazione Bancaria Italiana, vuole convincere con le sue
analisi che nel nostro Paese i tassi di interesse applicati in Italia sui
mutui e sui finanziamenti e prestiti per il credito al consumo non sono poi
così alti come si vuol far credere. Ebbene, secondo l'Adusbef "l'Abi si
arrampica sugli specchi", al punto che nei giorni scorsi Associazioni delle
imprese come l'ANCE sono intervenute a rilevare, invece, come nel nostro
Paese i mutui siano i più cari d'Europa. La verità dell'Adusbef è quella per
cui nel nostro Paese il sistema bancario continua sia a stangare, sia a
vessare i consumatori con costi elevati a fronte di servizi che invece non
migliorano neanche in termini di efficienza.
Secondo l'Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari Finanziari Assicurativi
Postali, "i signori banchieri, dopo aver provocato i disastri con i bond
Cirio, argentini e Parmalat, continuano imperterriti a frodare consumatori
ed utenti con i cattivi consigli per gli acquisti, senza mai pagare il
conto".
da www.mondozio.it)

venerdì 7 gennaio 2011

Mutui, il trend attuale di tassi fissi e variabili

 

A caratterizzare l'apertura di 2011 nel mercato dei mutui, come abbiamo visto nei giorni scorsi, è stata sicuramente la discesa dell'indice Euribor, il cui valore influisce sui tassi variabili applicati dalle banche in Europa: l'indice finanziario, per quel che riguarda la categoria a 3 mesi, si è riportato sotto il punto percentuale, assestandosi alle 0,99%.

Il tasso variabile in discesa

I tassi variabili scendono, quindi. E conviene ancora sceglierlo come soluzione per il proprio mutuo, se si cerca convenienza almeno nei primi anni di rimborso, ma con la consapevolezza che il tempo dell'Euribor ai minimi storici non durerà per sempre.

Già, perchè nonostante la diminuzione sino allo 0,99% abbia sorpreso i consumatori, dovuta alla grande liquidità presente sui mercati, gli esperti del settore non si sono lasciati trovare impreparati, e hanno subito confermato le previsioni: i valori attuali saranno seguiti da una risalita che, seppur in maniera molto lieve, si arresterà solo nel 2015, quando l'Euribor dovrebbe raggiungere quota 3% (valore medio di un normale mercato).

Un esempio attuale: Richiedendo un finanziamento di 100mila euro, a gennaio per un mutuo decennale a tasso variabile si ottiene un tasso del 2,03% rispetto al 2,07% di due settimane prima con la rata mensile che è passata da 923 a 921.

Stessi tassi per i mutui a 15 e 20 anni, mentre quello a 25 anni passa dallo 2,06% al 2,02% quello per i finanziamenti e scende dal 2,17% al 2,13% infine il trentennale.

E i tassi fissi?

In questo caso, il trend è inverso: si registra una crescita per mutui di 15 e 20 anni da 4,33% a 4,35% mentre per i venticinquennali si passa da 4,3% a 4.45%, e la rata aumenta di otto euro. Crescono dello 0,1% anche i mutui a durata trentennale, che salgono a 4,55% con la rata che aumenta di sette euro.

Una sola è la soluzione che, al momento, ha registrato cali: è il mutuo a tasso fisso di durata decennale, che scende dal 4,12% al 3,9%. Per l'acquisto di un abitazione da 200 mila euro e chiedendo un mutuo da 100mila euro, spiegando tutto con un esempio, ci sarebbe da registrare quindi la diminuzione della rata da 1018 a 1008 euro.

da www.ciakprestitiemutui.com

Compass Total il prestito personale flessibile

 

Compass fa parte del gruppo finanziario Mediobanca e dal 1960 si occupa del credito a consumo di cui è specializzata.

Questa società finanziaria, nei sui 50 anni di vita, ha concesso quasi 9 milioni di finanziamenti, distribuiti nei vari settori in cui opera: finanziamenti per l'acquisto di complementi di arredamento e elettromestici, prestiti personali ,impianti fotovoltaici, e, negli ultimi tempi, cessione del quinto dello stipendio.

Uno dei suoi prodotti più interessati è il prestito personale Compass Total, il prestito flessibile che ti viene incontro quando sei in difficoltà.

Infatti con Compass Total è possibile richiedere fino a 30.000 euro, e scegliere l'assicurazione che comunque ti protegge in caso di piccoli imprevisti.

Il prestito ti viene erogato immediatamente ed inizi a pagare la prima rata solo dopo 3 mesi, inoltre puoi saltare la rata fino a 5 volte ed estinguere il prestito quando vuoi senza nessuna spesa aggiuntiva.

Con Compass Total puoi richiedere un importo che va da 1000 a 30.000 euro e la durata è compresa tra i 12 ed i 78 mesi. Può essere richiesto da tutti i cittadini residenti in Italia di età compresa tra i 18 e gli 80 anni.

Inoltre i documenti richiesti per ottenere il prestito sono la carta d'identità valida, la tessera sanitaria regionale, l'ultima busta paga per i lavoratori dipendenti oppure l'ultima dichiarazione dei redditi per i lavoratori autonomi.

da prestiti-e-mutui.com

mercoledì 5 gennaio 2011

Mutui prima casa, bandi regionali per fondi

Ogni regione indice dei bandi per le famiglie, o coppie, che desiderano fare
un mutuo per l'acquisto della prima casa e prevedono delle agevolazioni e
finanziamenti a fondo perduto, ma bisogna rispondere a determinati
requisiti, ecco quali.
Prima di tutto non bisogna avere più di quarant'anni, poi avere un reddito
ISEE inferiore a 35.000 euro netti, altrimeni non si può fare richiesta. Per
i termini di presentazione della documentazioni bisogna leggere i bandi,
regionali.
Ogni regione li mette online, quindi collegandosi al sito della regione di
riferimento, si possono cercare per tempo e preparare la documentazione. In
genere si possono richiedere fino a due anni dalla stipula del mutuo e
quindi dell'acquisto.
è necessario essre cittadini italiani oppure avere la cittadinanza oltre che
non essere in possesso di altre abitazioni nella regione in cui si richiede
il contributo oltre a non aver mai richiesto questo genere di contribuiti.
Ad ogni modo, essendo i criteri differenti anche se di poco da regione a
regione è sempre meglio controllare singolarmente e magari stampare i
requisiti, in modo da avere bene in vista cosa serve e procurarselo per
tempo. Alla scadenza del bando il nucleo familiare deve abitare nella casa
per cui è richiesto il contributo.
da mutuiefinanziamenti.coninternet.org