mercoledì 29 febbraio 2012

Mutui:resta il giallo sulle polizze assicurative

Il Decreto sulle liberalizzazioni è in dirittura d'arrivo al Senato. Da mercoledì 29 febbraio dovrebbe essere al suo esame. Diversi gli emendamenti apportati, come quelli presentati dai relatori Simona Vicari (Pdl) e Filippo Bubbico (Pd). E già si inizia a parlare della loro efficacia o meno.

L'intenzione è ben riassunta dalle affermazioni di Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, che ha affermato che il fine era garantire l'apertura dei mercati, in particolare su banche e assicurazioni. Ma come mai proprio ora?

Non bisogna dimenticare una cosa. Con il provvedimento 2946, in vigore dal 2 aprile, l'Isvap aveva già impedito alle banche e alle finanziarie di ricoprire il doppio incarico di venditori e beneficiari di una polizza quando si stipulava un mutuo o un prestito. In buona sostanza il corto circuito mutui-assicurazioni sembrava essere risolto.

Ma il Governo ha voluto apportare dei correttivi. Nella fattispecie di cosa si tratta? Stando alla vulgata reclamizzata un po' dappertutto si tratterebbe di emendamenti volti da un lato a eliminare l'obbligo di aprire un conto corrente contestualmente ad un mutuo e d'altro canto volti a garantire la libertà di scelta del cliente su quale tipo di polizza assicurativa sottoscrivere. Le banche, gli istituti finanziari e gli intermediari potranno solo presentare due preventivi di differenti gruppi assicurativi.

Ma il punto debole è rappresentato dall'art. 28 secondo il quale le banche, gli istituti di credito e gli intermediari finanziari se condizionano l'erogazione del mutuo alla stipula di un contratto di assicurazione sulla vita sono tenuti a sottoporre al cliente almeno due preventivi di due differenti gruppi assicurativi. In buona sostanza gli si riconosce comunque la possibilità di condizionare l'erogazione del mutuo alla stipula da parte del cliente di un contratto assicurativo.

E questo è quanto meno qualcosa di strano se si vuole invece garantire al cliente la piena libertà di scelta, perché è chiaro che molti istituti hanno interesse a condizionarne l'erogazione. Pertanto il giallo non è risolto, con il rischio di vincolare l'erogazione dei mutui a dei contratti accessori, proprio in un momento in cui i mutui segnano una brutta nota d'arresto.

da http://www.mutui.com/

Mutui casa: tassi in aumento anche a gennaio

Tassi in aumento anche a gennaio. La conferma viene dall'Abi, l'Associazione Bancaria Italiana, che fotografa il tasso medio applicato sui prestiti alle famiglie per l'acquisto di abitazioni. Nonostante la situazione economico-finanziaria sembra essere molto migliorata in questi pochi e ultimi mesi, i tassi di interesse dei mutui per la casa restano ancora alti. A farla da padrone ancora lo spread applicato dalle banche, che in molti casi resta sopra il 3,5% con tassi che sfiorano e a volte superano il 7%.

Alto anche il tasso medio misurato dall'Associazione bancaria, che tiene conto sia dei mutui a tasso fisso che dei mutui a tasso variabile. A gennaio ha registrato un aumento dal 3,99% al 4,15%. Si parla, come detto di tasso medio, pertanto l'Abi addebita almeno in parte tale aumento ad una maggior quota di flusso dei finanziamenti a tasso fisso, passata nell'ultimo mese dal 37,6% al 39,2% (era a 31,8% a ottobre).

Il tasso medio ponderato sul totale dei prestiti a famiglie e società non finanziarie è risultato, invece, pari al 4,23%, lo stesso valore del mese precedente e 36 punti base al di sopra del valore di gennaio dell'anno scorso. In assestamento, ma sempre su livelli contenuti, i tassi praticati sulle nuove operazioni alle imprese e alle famiglie: a gennaio 2012 il tasso sui prestiti in euro alle societa' non finanziarie si e' posizionato al 3,95% (4,18% a dicembre 2011).

Se nell'ultimo mese il tasso medio di interesse cresce, nello stesso tempo a gennaio la domanda dei mutui ipotecari da parte delle famiglie italiane ha registrato una flessione pari a -41% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. Questo il dato diffuso dal Crif, che sottolinea come si tratti di un inizio d'anno pesantemente negativo, confermando il constante calo iniziato lo scorso anno e culminato con -46% di novembre e -44% di dicembre, per una chiusura d'anno in saldo negativo del -19%, la prima dopo la serie positiva degli scorsi due anni.

http://www.mutui.com

mercoledì 22 febbraio 2012

Mutui casa: tassi in aumento anche a gennaio

Tassi in aumento anche a gennaio. La conferma viene dall'Abi, l'Associazione Bancaria Italiana, che fotografa il tasso medio applicato sui prestiti alle famiglie per l'acquisto di abitazioni. Nonostante la situazione economico-finanziaria sembra essere molto migliorata in questi pochi e ultimi mesi, i tassi di interesse dei mutui per la casa restano ancora alti. A farla da padrone ancora lo spread applicato dalle banche, che in molti casi resta sopra il 3,5% con tassi che sfiorano e a volte superano il 7%.

Alto anche il tasso medio misurato dall'Associazione bancaria, che tiene conto sia dei mutui a tasso fisso che dei mutui a tasso variabile. A gennaio ha registrato un aumento dal 3,99% al 4,15%. Si parla, come detto di tasso medio, pertanto l'Abi addebita almeno in parte tale aumento ad una maggior quota di flusso dei finanziamenti a tasso fisso, passata nell'ultimo mese dal 37,6% al 39,2% (era a 31,8% a ottobre).

Il tasso medio ponderato sul totale dei prestiti a famiglie e società non finanziarie è risultato, invece, pari al 4,23%, lo stesso valore del mese precedente e 36 punti base al di sopra del valore di gennaio dell'anno scorso. In assestamento, ma sempre su livelli contenuti, i tassi praticati sulle nuove operazioni alle imprese e alle famiglie: a gennaio 2012 il tasso sui prestiti in euro alle societa' non finanziarie si e' posizionato al 3,95% (4,18% a dicembre 2011).

Se nell'ultimo mese il tasso medio di interesse cresce, nello stesso tempo a gennaio la domanda dei mutui ipotecari da parte delle famiglie italiane ha registrato una flessione pari a -41% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. Questo il dato diffuso dal Crif, che sottolinea come si tratti di un inizio d'anno pesantemente negativo, confermando il constante calo iniziato lo scorso anno e culminato con -46% di novembre e -44% di dicembre, per una chiusura d'anno in saldo negativo del -19%, la prima dopo la serie positiva degli scorsi due anni.

da http://www.mutui.com

sabato 4 febbraio 2012

Mutui: 16 mila le domande da coppie gay

Nel 2011 sono state oltre 16.000 le domande di mutuo inviate alle banche da coppie dello stesso sesso, con una predominanza delle coppie formate da due uomini (58%) rispetto a quelle di donne (42%). Il quadro che emerge è quello di un segmento di mercato ancora piccolo, ma comunque significativo.

Se in Spagna le coppie gay possono sposarsi, nel Regno Unito possono adottare un figlio, nel nostro paese, in attesa di essere riconosciute legalmente, ci provano almeno a comprare casa. La notizia, ha affermato Paolo Patanè, presidente nazionale dell'Arcigay, non fa altro che ribadire quello che diciamo da anni e cioè che in Italia migliaia di coppie omosessuali sono una famiglia e che al pari delle altre necessitano di diritti-doveri.

Tornando all'indagine sui mutui, emerge che il 65% delle richieste presentate da coppie omosessuali riguarda i finanziamenti per l'acquisto della prima casa, seguiti a distanza da quelli per surroga (12%) e ristrutturazione (7%). Focalizzandoci sui mutui prima casa, la domanda media per questo tipo di finanziamento è piuttosto elevata: si richiedono più di 190.000 euro, pari al 75% del valore dell'immobile che si intende acquistare.

Il valore così elevato (+18% rispetto a un mutuo prima casa medio) si spiega col fatto che un mutuo cointestato è, per la Banca che lo eroga, più sicuro, e quindi consente ai mutuatari di richiedere una somma più alta. L'età media della coppia al momento della richiesta è di 40 anni, mentre la durata media del finanziamento è di oltre 25 anni. Il tasso variabile è quello più ambito, scelto nel 51% dei casi, contro il 37% delle richieste di tasso fisso.

E il Comune di Milano, con l'istituzione del Fondo anti-crisi del valore di 4 milioni e 166 mila euro e sulla base dell'articolo 4 del DPR 223, sosterrà l'acquisto di una nuova casa anche da parte di coppie di fatto e unioni gay con un contributo fino a 5 mila euro.

da http://www.mutui.com/

lunedì 30 gennaio 2012

Mutui a tasso variabile BCE: dove sono finiti?

I mutui a tasso variabile sono mutui che possono essere indicizzati in base all'Euribor o al tasso BCE. La differenza tra Euribor e tasso BCE, oggi come oggi, non è elevata, con l'Euribor a tre mesi che è persino più basso del tasso BCE (l'Euribor è all'1,14% al 27/01/2012, mentre il tasso BCE all'1,25%).

Ciononostante si sente parlare poco di questa ultima variante dei mutui. Sono le stesse banche a proporre ai loro clienti mutui maggiormente indicizzati all'Euribor. Nel 2009 la quota dei mutui indicizzati al tasso della Banca Centrale Europea era del 2,6%, mentre nel 2010 solo dell'1%. Pertanto diventa lecita la domanda: dove sono finiti i mutui a tasso variabile BCE?

Eppure nel decreto anticrisi del 29 novembre 2008 è stato introdotto l'obbligo per le banche di offrire anche tali tipi di mutui, per evitare il ripetersi di casi analoghi a quelli successi nel 2008, allorché gli indici Euribor decollarono e schizzarono al rialzo fino al 5,28%. Caratteristica dei tassi BCE è, infatti, quella di essere assai meno volatili rispetto all'Euribor, esigenza avvertita, oggi come oggi, da molte famiglie, i cui bisogni non sono solo quelli di diminuire, per quanto possibile, il peso della rata del mutuo, ma anche di proteggersi dalla volatilità dei mercati e da un possibile rialzo degli indici a cui essi sono indicizzati. Nonostante ci siano banche che li offrano, molte fanno sì che tali tipi di mutui siano meno convenienti di quelli indicizzati all'Euribor applicando uno spread più alto.

L'Euribor è, infatti, il tasso a cui un panel di 43 banche (la maggior parte europee, fra cui le italiane Intesa Sanpaolo, Unicredit e Banca Mps) si prestano denaro tra loro e risente delle difficoltà che queste stesse banche trovano nelle loro attività di fund rising. Tuttavia va ravvisata una recente anomalia. Se i costi di raccolta sono così elevati, come mai l'Euribor resta così basso?

da http://www.mutui.com

mercoledì 25 gennaio 2012

Mutui prima casa per giovani coppie: è ora di approfittarne

Il tasso medio dei mutui alle famiglie italiane per l'acquisto della prima casa in dicembre è stato del 3,83% contro il 3,70% di novembre. E' quanto emerge dal bollettino dell'Abi. Il documento, dunque, fotografa una situazione di crescente difficoltà per chi vuole accendere un mutuo, soprattuto da parte di quelle giovani coppie pronte a compiere il grande passo.

Ma se una giovane coppia è davvero decisa a compierlo dovrebbe prendere in seria considerazione la possibilità di usufruire del Fondo di garanzia che ha predisposto per lei lo Stato. Ci sono, però, dei prerequisiti: le giovani coppie non devono avere un'età superiore ai 35 anni a testa (cioè per ciascuno dei suoi membri), un reddito non superiore ai 35 mila euro e derivante per non più del 50% da un contratto di lavoro a tempo indeterminato.

I vantaggi di questi mutui sono duplici. Innanzitutto lo Stato si fa garante del 50% della quota capitale del mutuo concesso e comunque per un ammontare non superiore a €75.000. In secondo luogo le banche sono obbligate ad applicare un tasso d'interesse massimo pari o equivalente a Euribor+ 150 punti base per durate superiori a venti anni e per mutui a tasso variabile (altrimenti Euribor + 120 punti base) e un tasso pari a IRS + 150 punti base per mutui di durata di vent'anni, ma a tasso fisso (per durate inferiori è previsto un tasso pari a IRS + 120 punti base).

Il limite è che non tutte le banche hanno aderito all'iniziativa e che è limitata alle giovani coppie. In sostanza manca ancora in Italia una legislazione a favore dei giovani sia in termini di garanzie (oggi oltre all'ipoteca, l'unico garante è ancora il proprio genitore) sia in termini di tassi agevolati (con tassi alle stelle è comunque difficile l'accesso al credito). Speriamo che in un futuro tale normativa possa rientrare nei piani del nostro Governo e permettere ai giovani di comprarsi una casa tutta loro senza l'aiuto del padre o madre di turno.

da http://www.mutui.com

lunedì 23 gennaio 2012

Mutui ipotecari in calo nel 2011

Domanda di mutui ipotecari in calo nel 2011 con un -19%, mentre nel 2010 e nel 2009 la dinamica era stata positiva, rispettivamente dell'1 e del 7%. Questo è quanto emerge dall'analisi sull'andamento complessivo della domanda di mutui rilevata su Eurisc, il sistema di informazioni creditizie di Crif, che raccoglie i dati di oltre 78 milioni di posizioni creditizie.

L'unico dato positivo è stato registrato a febbraio, afferma Enrico Lodi, direttore generale di Credit Bureau Services di Crif. Per il resto tutte le rilevazioni mensili hanno sempre mostrato dati negativi in costante accelerazione, fino a toccare un -46% in novembre, con la chiusura del mese di dicembre sulla stessa scia (-41%).

Le motivazioni vanno cercate, di certo, nel fatto che nel 2011 sostituzioni e surroghe hanno cessato di essere significativamente praticate, mentre nel 2010 avevano rappresentato una buona fetta del mercato dei mutui. Ma l'andamento delle erogazioni dei mutui dipende anche dalla difficile congiuntura economica, che ha portato le famiglie italiane a veder peggiorate le proprie prospettive di reddito nel breve e medio periodo.

A ciò, come ha spiegato Giuseppe Piano Mortari, direttore operativo di Assofin, si aggiungono i problemi di funding che le banche erogatrici hanno incontrato negli ultimi mesi, che le ha portato a rivedere al rialzo il pricing dei mutui e ad adottare politiche di erogazione più selettive rispetto al recente passato. Il riflesso più immediato è stato rappresentato dall'aumento degli spread e dei tassi di interesse.

Ciò non toglie che la stagnazione dei prezzi del mercato immobiliare renda, a tutt'oggi, un'abitazione una forma di investimento finanziario tra le più sicure. Per quanto riguarda, invece, i tassi le minori difficoltà di funding che le banche potrebbero incontrare nel prossimo futuro potrebbero essere compensate dal miglioramento del quadro economico e dalla crescita degli indicatori sottostanti ai tassi dei mutui. Pertanto l'acquisto di una casa e l'accensione di un mutuo può essere interessante anche oggi.

da http://www.mutui.com/